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IL PRIVATE DEBT: il Valore della Consulenza

Alessio Maria Bianzino
Consulente Finanziario a Vicenza
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IL PRIVATE DEBT: il Valore della Consulenza

Bianzino Consulente Finanziario di Banca Euromobiliare
Pubblicato da Alessio in approfondimento · Lunedì 09 Mar 2026 · Tempo di lettura 3:30
Tags: privatedebtcreditoprivatosubprime2.0popvi
La consulenza finanziaria è quella cosa che non solo ti aiuta a impostare il tuo patrimonio per un futuro tranquillo e ad apportare gli aggiustamenti necessari lungo il percorso.
È anche, e soprattutto, una forma di assicurazione per evitare spiacevoli sorprese.

Il caso delle obbligazioni della Banca Popolare di Vicenza molti l’hanno già dimenticato?


Negli ultimi mesi molti di voi mi hanno chiesto informazioni su quello che in diversi istituti viene proposto come una nuova opportunità molto interessante: il credito privato.
In termini semplici, si tratta di fondi che prestano denaro alle aziende (invece delle banche) e distribuiscono agli investitori rendimenti spesso interessanti, talvolta anche con cedole trimestrali.
Sulla carta sembra tutto perfetto.
Eppure ai miei clienti non ho mai proposto questo tipo di investimento.
Non perché il settore sia necessariamente “cattivo”, ma perché lo considero un ambito con diversi possibili imprevisti e soprattutto intrinsecamente illiquido.
Storicamente questo tipo di attività è stato il terreno delle banche corporate e degli investitori istituzionali, non dell’investitore retail.
Oggi però il credito privato è diventato di moda.
E quando qualcosa diventa di moda nella finanza, spesso è il momento in cui bisogna iniziare a fare più attenzione.

Cosa sta succedendo ora nel mercato
Nelle ultime settimane sono arrivati segnali molto interessanti da alcuni dei principali operatori globali del settore.
Il fondo di credito privato da 82 miliardi di dollari gestito da Blackstone ha ricevuto richieste di rimborso per circa 3,8 miliardi di dollari, pari al 7,9% del patrimonio, oltre il limite trimestrale del 5%.
Per riuscire a soddisfare le richieste senza bloccare i riscatti, dirigenti e società hanno dovuto mettere capitale proprio per circa 400 milioni di dollari.
Contemporaneamente il fondo HLEND da 26 miliardi di dollari gestito da BlackRock ha ricevuto richieste di uscita per circa il 9,3% del capitale.
La società ha quindi limitato i riscatti al 5%, congelando di fatto parte delle richieste.
In altre parole: due dei più grandi gestori al mondo stanno limitando quanto capitale gli investitori possono ritirare.

I problemi strutturali del credito privato
Questi episodi non sono necessariamente l’inizio di una crisi, ma evidenziano alcuni rischi strutturali del settore.
Il mismatch di liquidità
Molti fondi promettono agli investitori la possibilità di uscire periodicamente, ma investono in prestiti che durano 5–7 anni.
Se troppe persone chiedono indietro il denaro contemporaneamente, il gestore può trovarsi costretto a limitare i riscatti.
Valutazioni poco aggiornate
Il valore delle quote (NAV) spesso non riflette immediatamente le condizioni reali del mercato.
Un esempio: un prestito da 25 milioni di dollari detenuto da BlackRock è stato svalutato a zero dopo essere stato valutato 100 centesimi per dollaro solo tre mesi prima.
Aumento dei default
Nel credito privato i tassi di insolvenza sono saliti al 4%, rispetto al 2,8% dell’anno precedente.
In uno scenario avverso alcuni strateghi stimano che possano arrivare anche al 13–15%.
Prestiti PIK
Sempre più aziende stanno utilizzando i cosiddetti prestiti PIK (Payment-in-Kind): quando non riescono a pagare gli interessi, li aggiungono semplicemente al debito.
È un meccanismo che può funzionare per un periodo, ma che spesso rimanda solo il problema nel tempo.


Perché la consulenza fa la differenza
Negli ultimi mesi molti investitori mi hanno chiesto perché non inserire questi strumenti in portafoglio.
La risposta è semplice:
non tutto ciò che rende di più è adatto a tutti gli investitori.
Il ruolo di un consulente non è inseguire ogni nuova moda finanziaria, ma valutare i rischi nascosti e capire se un investimento è coerente con il patrimonio e con gli obiettivi di lungo periodo.

Le guerre, le tensioni geopolitiche e le crisi di mercato creano volatilità.
Ma abbiamo imparato che spesso quella volatilità viene riassorbita e crea persino opportunità.

Gli strumenti illiquidi e opachi, invece, possono creare problemi molto più difficili da gestire.

Un consiglio
Vale la pena dare un’occhiata con attenzione ai portafogli proposti da altre banche o intermediari, in Italia e soprattutto all’estero.
Il credito privato è sempre più diffuso e spesso viene inserito attraverso strumenti complessi e poco trasparenti.

Come diceva un vecchio motto:
Uomo avvisato, mezzo salvato.




Alessio Maria Bianzino
Consulente Finanziario P.Iva 04071650248 Corso Palladio 147, Vicenza 36100
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