La Mano Visibile del Mercato
Pubblicato da Alessio in approfondimento · Giovedì 04 Giu 2026 · 4 minuti
Tags: adam, smith, walras, warsh, tassi, interesse, mercato
Tags: adam, smith, walras, warsh, tassi, interesse, mercato
La Mano Visibile del Mercato
Dalla Mano Invisibile di Smith all'equilibrio di Walras: quando il mercato ha bisogno di più Stato per sopravvivere
Per oltre due secoli il capitalismo ha vissuto di una promessa semplice: lasciare che il mercato faccia il suo corso. Adam Smith chiamava questo meccanismo la "mano invisibile", quella forza spontanea che, attraverso milioni di decisioni individuali, avrebbe portato all'equilibrio economico e al benessere collettivo.
Successivamente Léon Walras trasformò quell'intuizione in una costruzione matematica, immaginando un sistema in cui tutti i mercati trovano naturalmente il proprio punto di equilibrio.
Oggi, però, sembra che quella mano invisibile abbia bisogno di un aiuto sempre più evidente. O, forse, di una mano molto più visibile.
L'inflazione che cambia faccia
L'ultimo esempio arriva dalla Federal Reserve.
Kevin Warsh, indicato come il nuovo volto della banca centrale americana, ha criticato l'utilizzo del Core PCE come misura principale dell'inflazione. Pur escludendo già energia e alimentari, secondo Warsh questa misura sarebbe ancora troppo "rumorosa" e poco rappresentativa dell'andamento di fondo dei prezzi.
La proposta è quella di utilizzare indicatori cosiddetti "trimmed", che eliminano non solo energia e alimentari, ma anche le variazioni più estreme dei prezzi, sia al rialzo che al ribasso.
Il risultato?
Un tasso di inflazione sensibilmente più basso. Alcune stime mostrano valori compresi tra il 2,3% e il 2,8%, contro livelli superiori rilevati dagli indicatori tradizionali.
Naturalmente la motivazione ufficiale è quella di ottenere una misura più accurata del fenomeno. Tuttavia il sospetto di molti osservatori è che un'inflazione più bassa possa offrire in futuro maggior spazio per giustificare una politica monetaria più accomodante e nuovi tagli dei tassi.
In altre parole: se la realtà non aiuta la narrativa, si cambia il modo di misurarla.
Il ritorno della pianificazione
Il fenomeno non riguarda soltanto la Fed.
Negli ultimi mesi gli Stati Uniti, tradizionale simbolo del libero mercato, hanno mostrato una crescente tendenza a intervenire direttamente nei settori considerati strategici.
La Casa Bianca ha avanzato l'idea che società di intelligenza artificiale come OpenAI e Anthropic possano dover ottenere una sorta di benestare governativo prima di rilasciare modelli particolarmente avanzati.
Nel settore dei semiconduttori, NVIDIA si è trovata a discutere forme di collaborazione economica e industriale sempre più strette con Washington, in nome della sicurezza nazionale e della competizione geopolitica.
Il linguaggio è quello della sicurezza. L'effetto, però, assomiglia sempre più a una pianificazione selettiva delle attività economiche.
Il grande paradosso
E qui emerge il vero paradosso.
Per decenni l'Occidente ha contrapposto il capitalismo alla pianificazione centralizzata dei sistemi comunisti. Da una parte il mercato libero, dall'altra l'intervento dello Stato.
Oggi, però, assistiamo a un fenomeno curioso: più aumenta la competizione geopolitica e più cresce il bisogno di coordinamento pubblico.
Si interviene sui tassi.
Si interviene sui dati.
Si interviene sull'intelligenza artificiale.
Si interviene sulla produzione di chip.
Si interviene sulle catene di approvvigionamento.
Si interviene persino sui criteri con cui interpretiamo l'inflazione.
La mano invisibile continua a essere evocata nei discorsi. Ma nei fatti è la mano visibile dello Stato a guidare un numero crescente di decisioni economiche.
Salvare il sistema cambiandolo
Forse non è un caso.
Ogni impero nella fase della maturità cerca di preservare la propria posizione dominante. E quando le forze spontanee del mercato non garantiscono più i risultati desiderati, cresce la tentazione di orientarne la direzione.
Non si tratta necessariamente di socialismo o di comunismo.
Si tratta piuttosto di una nuova forma di capitalismo guidato, dove il mercato continua a esistere ma all'interno di confini sempre più definiti dalla politica.
È una trasformazione che molti considerano inevitabile.
Ma resta una domanda aperta.
Se per salvare il capitalismo occorre ricorrere a strumenti sempre più simili a quelli della pianificazione, siamo ancora nel mondo immaginato da Adam Smith?
Oppure stiamo entrando in una nuova era economica, dove la mano invisibile ha definitivamente ceduto il passo alla mano visibile?
Forse Smith e Walras oggi osservano tutto questo da lontano e, con una certa ironia, si chiedono se il mercato abbia davvero smesso di funzionare. Oppure se qualcuno abbia semplicemente deciso di non fidarsi più della sua capacità di trovare da solo il proprio equilibrio.
"Quando i numeri vengono corretti, le imprese guidate e i mercati indirizzati, la mano invisibile non scompare. Semplicemente viene sostituita da una mano molto più visibile."

